Moda second hand: il trend della scelta etica

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Il mercato dell’usato ha caratterizzato tutto il 2021 e, secondo le previsioni, si consoliderà anche per quest’anno. Nel 2019 l’usato era già un settore che dava grandi soddisfazioni, ma con la pandemia ha raggiunto più persone, coinvolgendo sempre più piattaforme e tipologie di clientela.

Per fronteggiare la crisi, anche solo per godere di un momento di curiosità e svago, molte persone si sono avvicinate alle piattaforme online durante il periodo del lockdown. Incuriosite, hanno cominciato a vendere i loro vestiti, e/o si sono decise ad acquistare vestiti usati.

Girare per i mercatini online può rivelarsi un passatempo interessante. Infatti, molti vanno anche alla ricerca di pezzi unici per inserire nel proprio stile un tocco di originalità. D’altro canto, il fast fashion, rispondendo alle ultime tendenze in fatto di moda, ha prodotto accessori e abiti in serie accessibili a tutti.

Questo fenomeno ha sviluppato un processo di “acquisto sfrenato” che, da un lato, ha aumentato il numero delle vendite (e, quindi, della richiesta da parte dei consumatori); d’altro canto, però, quale risvolto negativo, ha provocato fenomeni di sfruttamento della forza lavoro, nonché effetti negativi sull’ambiente.

Il second hand, invece, ci consente di spaziare mettendo la nostra impronta personale sul nostro outfit e ci aiuta, inoltre, a ridurre i danni causati da una produzione massiccia.

I brand si aprono al second hand

Le prospettive promettenti di questi ultimi anni spingono finalmente i brand ad affacciarsi al settore dell’usato, proponendo prodotti di qualità con un’estetica che riprende vecchi stili per lanciarne di nuovi.

Finora i marchi di lusso hanno sempre preso le distanze dal second hand perché temevano che i clienti comparassero i prodotti usati a quelli della nuova collezione. Il revival di alcuni capi, però, non ha mai inciso negativamente sul settore della moda.

Investire sul second hand migliora la reputazione di un’azienda in termini di sostenibilità. Inoltre, le piattaforme di rivendita, che godono del benestare dei marchi di lusso, riescono a raggiungere nuovi consumatori.

Piattaforme dedicate

Negli ultimi anni sono nate diverse piattaforme che propongono questo tipo di servizio.

Ad esempio, Levi’s ha aperto un suo sito dedicato agli abiti dell’usato, andando incontro alle esigenze degli utenti e, allo stesso tempo, cercando popolarità in quella specifica fetta di mercato. L’azienda ha, inoltre, lanciato una campagna il cui slogan recita “Buy Better, Wear Longer”, volta a promuovere capi da indossare per più generazioni e non per una stagione sola, denunciando, in questo modo, l’eccessiva produzione di capi in serie.

Una delle piattaforme più utilizzate è Vinted, che ha trovato fama e successo mondiale nell’era della pandemia. In Italia è arrivata proprio nel 2020 ed il suo slogan “Non lo usi? Mettilo in vendita!”, è diventato un vero e proprio tormentone tra i giovani!

Zalando, a sua volta, (probabilmente ispirata da Vinted) ha aperto nella sua piattaforma la categoria “Second hand”.

Non solo vestiti? Online possiamo trovare tantissimi rivenditori autorizzati di beni di lusso. Gli orologi, infatti, sono tra i prodotti più richiesti, con piattaforme online che propongono la vendita di orologi nuovi, ma anche usati certificati come mai indossati. Parliamo di Chronext, la piattaforma perfetta per gli amanti degli orologi di lusso dove potrai trovare orologi hublot, Breitling, Rolex e tanti altri rinomati brand.

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