Alla scoperta di Barrow, il brand pensato per i giovani 

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barrow moda foto

Si scrive ‘Barrow’ e si legge ‘made in Italy’. Il brand Barrow nasce da un’intuizione di Dario Daddato, AD dell’azienda con sede a Barletta che vanta un’esperienza ventennale nel kidswear. Il marchio è rivolto prevalentemente ai ragazzi della Gen Y e Z, ai nativi digitali che hanno voglia di identificarsi. 

L’abbigliamento Barrow esprime uno spirito ribelle e anticonformista. Si sta imponendo come marchio tout court della moda giovanissima casual chic e sportiva, streetwear deluxe. Il design so fresh è ideale per i musicisti d’avanguardia come il rapper Gue Pegueño. Molto apprezzate le sweater con cappuccio dalla linea maxi oversize con i loro colori multi-vitaminici e dettagli glossy, colori accesi, accostamenti azzardati e sorprendenti. T-shirt, shorts, pantatute e stampe che si lasciano osservare: il concept è unisex glam.

Le linee Barrow più attuali includono le iconiche tee con fiori e smile, il logo di un marchio inconfondibile.

Barrow: abbigliamento casual chic e streetwear dei nativi digitali

Il target del marchio Barrow sono gli adolescenti della Gen Y e Z, la gioventù ribelle dei nativi digitali con il loro estremo desiderio di individualità. 

Il brand streetwear da 5 milioni di fatturato (in un solo anno di vita) è pensato per loro. Punta ad un traguardo ambizioso: toccare i 20 milioni di euro entro il prossimo anno, crescita all’estero (USA, Gran Bretagna, Asia), nuove collaborazioni con il mondo della musica. 

Barrow non è solo un brand: è un fenomeno che si nutre di estetica e community dei social non a caso. Il marchio è nato dall’incontro tra un’azienda del kidswear ed esperti di comunicazione digitale. L’ispirazione passa dai social (Instagram in particolare) e da una community musicale. La musica, più d’ogni altra cosa, è legata a doppio filo con i costumi, lo stile, la moda dei ragazzi. Barrow segue costantemente i trend nei social, monitora cosa indossano le celebrities internazionali, mantiene il contatto con i gusti del consumatore finale.

Il legame con la musica è talmente forte che, nell’aprire la nuova sede a Milano, Daddato pensa ad interessanti idee legate alla musica dal vivo.

Barrow collabora con cantanti e performer come Sfera Ebbasta, Miley Cyrus, J Balvin, Lil Nas X e Winnie Halrow. 

Prezzi democratici, scelte coerenti, capi unisex, sportswear e streetwear: quello che piace a giovani e giovanissimi. Tra le tendenze moda più apprezzate dai giovani anche per lo stile.

Nuova collezione Barrow autunno inverno 2021/2022

L’abbigliamento Barrow è condivisione, senso di appartenenza ad una community per le nuove generazioni.

Nella collezione primavera estate 2021 abbiamo visto ampiezze street, volumi morbidi, tagli contemporanei, stampe psichedeliche e ipnotiche, tonalità acide e vibranti, dal fucsia al tiffany. Caratteristiche le grafiche irriverenti, gli slogan e le applicazioni reflective. Il mondo dei gaming, cartoon e film cult anni ’90 sono fonti di grande ispirazione per Barrow.

Moda unisex ok, ma non mancano capi femminili: accessori, borse con cristalli, dettagli in tulle, mesh stampati. Anche per le ragazze l’ispirazione al mondo musicale (dal rap al trap) non è puramente casuale.

Quale lookbook ci attende per la collezione autunno inverno 2021/2022

Lo spirito sportivo, vivace e mai banale delle nuove generazioni non cambia. Barrow continua a lasciarsi ispirare da loro, dall’energia dello streetwear, da un flusso di creatività assetato di individualità, quella che cercano i giovanissimi. Individualità dal gusto unisex che si lascia avvolgere da t-shirt, felpe, giacche, pantaloni, calzini (cappellini e borsette per le ragazze). Lo stile si conferma audace, fatto di tonalità estremamente pop (giallo fluo, rosa shocking) abbinate a numerose grafiche tra cui l’iconico smile a tre occhi.

Barrow è un brand impegnato nell’ambito delle sostenibilità: per evitare la sovrapproduzione, lo scorso anno si è concentrato sulla qualità nei dettagli di ogni singolo prodotto puntando sulla creatività sostenibile. Ha voluto limitare l’impatto riducendo il numero di capi della collezione. Si dimostrerà altrettanto sostenibile per il prossimo autunno inverno 2021-2022?

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